Visolotto

  • Destinazione: Visolotto
  • Zona alpina: Alpi Cozie [sez. 4]
  • Regione: [IT] Piemonte
  • Gruppo montuoso: Monviso
  • Valle: Varaita (Valle)
  • Difficoltà: PD
  • Data: 13/06/2019
  • Traccia GPX: Non disponibile
  • Partenza: Pontechianale
  • Altitudine partenza: 1615
  • Altitudine arrivo: 3348
  • Dislivello: 1733
  • Attacco percorso: dietro al rifugio in direzione del vecchio Rifugio Gagliardone
  • Esposizione: varie
  • Punti di appoggio: Rifugio Vallanta

La salita al Visolotto è una bella salita su roccia quasi sempre buona in un ambiente severo e solitario.

La via è attrezzata con ancoraggi per corde doppie.

Itinerario

Imboccare il sentiero U9 che da Pontechianale porta direttamente al Rifugio Vallanta. E’ possibile imboccarlo dal parcheggio che si incontra prima di raggiungere la diga, posto in corrispondenza di una chiusa idroelettrica, o qualche centinaio di metri più avanti, nell’abitato.
Seguire prima su mulattiera  poi su sentiero che costeggia il torrente al centro della valle fino ad arrivare in un paio d’ore al salto finale e raggiungere il Rifugio Vallanta a 2450 m.

Altra possibilità è salire da Pontechianale con la seggiovia fino al Rifugio Helios e portarsi a sinistra verso le Conce (2429 m), di lì il sentiero, che all’inizio tende leggermente ad abbassarsi, percorre la destra orografica del Vallone di Vallanta con numerosi passaggi attrezzati con corde fisse e con bella vista sul Viso di Caprera (strada seguita da noi).

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L’ultima parte del sentiero

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Il cartello indicatore del sentiero percorso prima del Vallanta

Dal Rifugio Vallanta si prosegue in direzione del vecchio rifugio  Gagliardone, poi si scende e si risale nell’evidente canalino solcato da un rio. Dirigersi in diagonale a destra e risalire la morena, dopo aver scollinato proseguire per nevai e massi instabili fino alla conca sotto le Cadreghe di Viso. La cengia di salita è quella che sale obliquamente a sinistra a 45° partendo dal bordo inferiore della conca che precede i caratteristici torrioni detti Cadreghe di Viso.

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Rifugio Vallanta

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Il Visolotto

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Il canalino di salita

 

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Tra gli sfasciumi

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Cadreghe del Viso

Qui si gira a sinistra verso il Picco Lanino e, innalzandosi per sfasciumi e gradini, si va ad imboccare una rampa rocciosa obliqua a sinistra. Si supera un breve risalto (II), poi si continua a sinistra su una cengia detritica che conduce su un ampio pendio triangolare di pietrame e rocce rotte.

Visolotto in fondo alla via normale

Prima parte via di salita (foto presa da Internet)

Salendo a zig-zag per piccole cenge e brevi risalti, si giunge al vertice del triangolo.

Qui il pendio si trasforma in canale, incuneandosi tra la cresta sud-ovest e una robusta nervatura della parete sud. Si entra nel canale superando una strozzatura piuttosto ripida (II+), poi si prosegue nel solco roccioso per una ventina di metri.

A questo punto si abbandona il canale, per salire a destra un diedro di 4-5 metri  di III+, passo chiave della salita, impegnativo, dal quale si esce su una terrazza.

Si traversa a destra per alcuni metri, poi si sale dritti un lungo canale di rocce articolate, che porta a una piccola spalla dove giunge anche un altro canale.

Si procede facilmente per blocchi e gradini fino ai piedi dell’ultimo breve risalto, che si supera per una breve fessura-camino (III) si giunge così ad un intaglio della cresta sommitale, tra il Picco Coolidge a destra e il Picco Lanino a sinistra.

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Roberto in salita

Si segue la cresta verso sinistra per rocce articolate e dopo alcune decine di metri si arriva in cima al Picco Lanino (3348 m) sul quale  c’è una croce.

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Croce di vetta

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Angelo in cima

Ritorno

Discesa per la via di salita.

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Scendendo la cresta sommitale verso il Picco Coolidge

I tratti più difficili possono essere scesi in corda doppia, sfruttando gli ancoraggi già in posto (sempre  da controllare).

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Iniziano le doppie

 

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Schizzo via

Nota: lo schizzo è tratto dal bel libro di Giuseppe Manni “Grandi vette e balconi panoramici delle Alpi Occidentali

Itinerario in alcuni punti da ricercare: attenzione agli ometti, quasi sempre utili, ma che in taluni casi rischiano di portare fuori via lateralmente.

Sono utili: cordini e fettucce, corda singola da almeno 60 m, una serie di friends, casco.

About author

Roberto Gardino

Sono un insegnante di Educazione Fisica, appassionato di montagna, sempre alla scoperta di nuove mete. Ho fondato, con amici, la Compagnia della Cima. Sono attento all'educazione dei giovani, andando spesso in montagna con gruppi numerosi.

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