Catinaccio d’Antermoia

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  • Destinazione: Catinaccio d'Antermoia
  • Zona alpina: Dolomiti [sez. 31]
  • Regione: [IT] Trentino-Alto Adige
  • Gruppo montuoso: Catinaccio
  • Valle: Fassa (Val di)
  • Difficoltà: EEA PD
  • Data: 20/08/2016
  • Traccia GPX: Non disponibile
  • Partenza: Vigo di Fassa (TN), parcheggio funivia per Rifugio Ciampedie
  • Altitudine partenza: 1960
  • Altitudine arrivo: 3004
  • Dislivello: 1044
  • Attacco percorso: Rifugio Gardeccia; attacco Ferrata: ghiaione di fronte al Rifugio Principe
  • Esposizione: Sud
  • Punti di appoggio: Rifugio Principe, Rifugio Gardeccia, Rifugio Vajolet

Bella via ferrata al Catinaccio d’Antermoia che si sviluppa sia in salita sia in discesa sulle pareti del Catinaccio, dal Rifugio Ciampedie.

Accesso

Si parcheggia l’autovettura a Vigo di Fassa, nell’apposito spazio per navette che vi porta alla base della Funivia che vi porta al Rifugio Ciampedie (1998 m).

Itinerario

Dal Rifugio Ciampedie si imbocca il sentiero che in 45 min porta al Rifugio Gardeccia (1949 m). Dal rifugio per larga mulattiera si sale tra conifere e ghiaioni, sino al ripiano roccioso dove sorgono i frequentatissimi rifugi Vajolet e Preuss (2243 m). Si sale dunque sino alla marcata insellatura del Passo Principe (Grasleitenpass – 2599 m) dove sorge l’omonimo rifugio.

Descrizione della via di salita della ferrata (versante ovest)

La descrizione riguarda l’itinerario ad anello che permette di raggiungere la cima dal versante ovest e di ridiscendere dal lato opposto per ricongiungersi, attraverso il Passo d’Antermoia (2745 m) al Passo Principe da dove si è attaccata la ferrata.
Dal Passo Principe si sale rapidamente all’attacco della ferrata posto ai piedi della ripida parete di fronte al piccolo rifugio.
Percorrere 50 metri verso sinistra su cengia abbastanza esposta e non protetta, si incrocia uno stretto canalone/cengia che taglia diagonalmente la parte inferiore della montagna con funi metalliche praticamente continue. In breve guadagniamo una nuova esposta cengia che si attraversa con prudenza sino ad una ripida placca. Qui si incontra una scaletta metallica che rappresenta il punto più impegnativo della salita, più che altro per l’effetto visivo della scaletta sospesa a 90° sulla parete; si risale con percorso praticamente sempre attrezzato (alternati a tratti di sentiero) sino all’uscita della ferrata sulla cresta nord della cima. Si guadagna il filo del crinale e si percorrono circa 100 m di cresta spettacolare non assicurata, sino all’evidente Croce di cima (1h 30′ dall’attacco della ferrata).

Discesa sulla ferrata versante est

Dalla cima proseguire per circa 100 m sulla cresta sud, fino (segnale rosso) a scendere con roccette e gradoni verso una lunga cengia obliqua che taglia la montagna. Seguiamo la cengia assicurati con funi metalliche continue sino al ripido canalino che conduce al sottostante salto verticale. Da qui in avanti ripidi tratti attrezzati e spezzoni di sentiero e cengette (esposte); la parte finale prevede due scalette abbastanza esposte e ulteriore tratto attrezzato fino al ghiaione sottostante dove si guadagna l’attacco della via (2670 m, 1h 30′ dalla cima); da qui si imbocca l’evidente sentiero verso destra in direzione del Passo Antermoia (2745 m); da qui, sempre in destra, scendere sino al Rifugio Passo Principe (40′ dalla base della ferrata di discesa)

Ritorno

Rientro alla partenza: seguendo l’itinerario di ritorno, Rif. Principe, Rif. Vajolet, Rif. Gardeccia, Rif.  Ciampedie e funivia sino a Vigo di Fassa.
Splendido e panoramico anello di ferrata con squarci di paesaggi immensi e spettacolari; la cima più alta del gruppo permette l’osservazione panoramica ravvicinata del gruppo del Catinaccio (Roda di Vael, Cima Valbona, Catinaccio, Torri del Vajolet), del Latemar. Poco distanti Sciliar, Gruppo Sella, Marmolada e tutti i principali gruppi dolomitici.

Considerazioni personali

Tutto il percorso è piacevole e offre moltissimi passaggi attrezzati divertenti. Non ci sono tratti tecnicamente impegnativi, la difficoltà è dettata semmai dall’esposizione di taluni tra questi, come ad esempio la discesa di una scaletta nel tratto iniziale di salita.

Tutti i tratti non attrezzati richiedono invece attenzione e calma, in quanto il terreno è comunque sdrucciolevole e ci si sente “fenomeni”; nel nostro caso qualche complicazione è stata dettata dalle grandinate dei giorni precedenti, che hanno formato una moltitudine di tratti praticamente “innevati” sulle zone di sentiero, in particolare quelle non attrezzate. La discesa presenta inclinazioni più ripide della salita e avviene maggiormente in ombra e in presenza di ruscellamenti che rendono le rocce scivolose. Queste potenziali circostanze rendono il percorso più faticoso. La cresta è spettacolare, e, pur non essendo attrezzata, non presenta difficoltà di sorta se non per l’esposizione dei versanti.

Al Passo Antermoia, sullo sfondo il Catinaccio

Al Passo Antermoia, sullo sfondo il Catinaccio

Ultimi sforzi verso il Passo Antermoia

Ultimi sforzi verso il Passo Antermoia

In discesa

In discesa

Via di discesa, ripido canalino nevoso

Via di discesa, ripido canalino nevoso

In cima

In cima

Panorama sul gruppo del Catinaccio

Panorama sul gruppo del Catinaccio

La cresta appena percorsa

La cresta appena percorsa

Croce di vetta

Croce di vetta

In cima !

In cima!

Panorama sul lago di Antermoia

Panorama sul lago di Antermoia

In fila sulla cresta

In fila sulla cresta

Panorama

Panorama

Tratto non attrezzato, quasi in cresta

Tratto non attrezzato, quasi in cresta

Canale verso la cresta

Canale verso la cresta

Roccette verso la cresta

Roccette verso la cresta

Statua della Madonna, Rifugio Vajolet

Statua della Madonna, Rifugio Vajolet

Salendo

Salendo

Il Catinaccio, di fronte

Il Catinaccio, di fronte

Canalino verso la cresta

Scaletta esposta, tratto iniziale

Scaletta esposta, tratto iniziale

Canalino verso la cresta

Canalino verso la cresta

La cengia iniziale

La cengia iniziale

Antermoia10

L'Antermoia dal Rif. Gardeccia

L’Antermoia dal Rif. Gardeccia

Tratto iniziale non attrezzato

Tratto iniziale non attrezzato

Guardando verso il basso

Guardando verso il basso

About author

Fabio Aquilano

Lavoro in un'azienda che si occupa di Tecnologie della Rete. Ho scoperto la montagna a 12 anni, in gita al Col de Maurin, durante un campeggio in Valle Maira, portati dal parroco del paese. Ci sono tornato negli anni dell'università e da allora non ho più smesso. Collaboro alla redazione di questo sito insieme a Roby e gli amici con cui condivido amicizia e salite.

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