Mont Vélan

  • Destinazione: Mont Vélan
  • Zona alpina: Alpi Pennine [sez. 9]
  • Gruppo montuoso: Gruppo Monte Velàn-Tête de By [Alpi del Grand Combin]
  • Regione: [IT] Valle d'Aosta
  • Valle: Valpelline
  • Difficoltà:
  • Data: 01/08/2009
  • Traccia GPX: Non disponibile
  • Partenza: Ollomont
  • Altitudine partenza: 1549
  • Altitudine arrivo: 3727
  • Dislivello: 2178
  • Attacco percorso: frazione Glassier
  • Esposizione: est
  • Punti di appoggio: Bivacco Savoie

Una “piatta” cima con grandi ghiacciai sul versante svizzero, posta di fronte al Grand Combin e salita dal Bivacco Rosazza al Savoie sopra Ollomont: il Mont Vélan.

Accesso 

Dall’autostrada dopo il casello di Aosta proseguire per il Gran San Bernardo, prendere la deviazione a destra per la Valpelline, proseguire per Ollomont (deviazione a sinistra) e giungere a Glassier, ultimo paese della vallata, il punto di partenza per l’ascensione al Vélan.

I bei prati alla partenza

Itinerario

Prendere sulla sinistra del vallone, alla prima strada sterrata, poi per il sentiero n°3 sulla sinistra, dopo poco si incontrano delle belle cascate. Salire per il sentiero fino a incrociare una sterrata. Proseguire su dossi erbosi per poi affrontare un ripido vallone alla cui sommità è posto il Bivacco Rosazza al Savoie (2651 m). Tempo 3 ore circa. Il sentiero è talvolta poco visibile, spesso si confonde con i sentieri tracciati dai bestiami al pascolo e in taluni casi il percorso non è obbligato. Il bivacco dispone di 20 posti, tavoli, gas e stoviglie ed è sempre aperto; l’acqua di sorgente è davanti al bivacco.

Catena del Mont Morion

Salita al Vélan dal bivacco  (via normale italiana sulla cresta di frontiera): si risale a sinistra l’evidente pendio di detriti e nevai a inizio stagione, che con inclinazione sempre maggiore porta al Col de Valsorey, 3107 m (1 ora circa).

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Prime luci

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Appare il Mont Vélan

Si prosegue a sinistra su cresta rocciosa seguendo gli ometti e tracce che portano al Mont Cordine (3323 m).

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Mont Cordine

Dalla vetta del Mont Cordine si scende su sfasciumi verso un evidente intaglio, Col de Chamois  (3314 m) , che si supera con l’ausilio di una corda fissa.

Dopo si risale un tratto di cresta sino a raggiungere un pezzo del ghiacciaio di Valsorey.

Si passa nei pressi dei Doigt du Vélan (3214 m) e si tocca il Mont Capucin (3395 m). Ci si abbassa sull’omonimo colletto a quota 3376 m. Per cresta si prosegue fino alla Testa dell’Ariondet, esile (3485 m). Si sale una paretina rocciosa al Corno Orientale (3595 m, II grado).

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Federico e Roberto con il Vélan alle spalle

Ci si avvicina alla cima del Mont Vélan

Si scende nuovamente sul ghiacciaio, si risalgono i corni successivi e dopo una conca nevosa si raggiunge la cima  pianeggiante del Mont Vélan (3734 m) in direzione nord-ovest, un ampio panettone (ore 4-5,30 a seconda dell’allenamento).

In cima

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Giorgio sulla piatta cima del Vélan

Vista su Aosta

Splendida visuale sul Monte Bianco.

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Federico, Giorgio e Roberto

Foto panoramica con al centro il Cervino

In lontananza si vede la punta del Cervino.

Attenzione in salita, la cresta è in alcuni punti molto aerea. Servono corda, piccozza e ramponi, per sicurezza il casco.

Spettacolare  il panorama a 360°, soprattutto sul vicino Grand Combin.

Ritorno

Lungo l’itinerario di salita, molto lungo. In alcuni tratti siamo stati sulla parte laterale destra orografica del ghiacciaio, valutare le condizioni.

Cresta percorsa

Vélan

Breve racconto

Partiti alle cinque dal bivacco sotto una stellata da favola, dopo un’ora di camminata con le frontali arriviamo al ripido Col de Valsorey dove, sopraggiunta l’alba, possiamo ammirare l’impressionante versante nord con il suo imponente ghiacciaio.

Percorrendo la cresta di confine, ci siamo divertiti con tratti di arrampicata un po’ impegnativi e abbiamo calzato i ramponi per superare un tratto di ghiacciaio. Arriviamo in cima al Mont Vélan, che è piatta come un campo da calcio, e possiamo ammirare un panorama a 360 gradi veramente notevole. Come diceva la mamma del Giuss: “Com’è bello il mondo e com’è grande Dio!”

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Cima Sebolet

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