Punta dell’Asgelas

  • Destinazione: Punta Asgelas
  • Zona alpina: Alpi Graie [sez. 7]
  • Regione: [IT] Valle d'Aosta
  • Gruppo montuoso:
  • Valle: Champorcher (Valle di)
  • Difficoltà: EE
  • Data: 02/10/2016
  • Traccia GPX: Non disponibile
  • Partenza: Dondena
  • Altitudine partenza: 2100
  • Altitudine arrivo: 3021
  • Dislivello: 921
  • Attacco percorso: dal parcheggio
  • Esposizione: nord
  • Punti di appoggio: Rifugio Del Miserin

Posta sulla cresta che dalla Rosa dei Banchi va verso la Punta di Peradzà, sopra il Colle della Rosa: la Punta dell’Asgelas, o Pointe du Lac Gelé, piccola piramide rocciosa, salita dal versante settentrionale, nella Valle di Champorcher.

Costiera verso la Punta dell’Asgelas

Accesso

Uscita autostrada per Aosta a Pont-Saint-Martin, quindi si risale la statale 26 fino a Hône, dopo il Forte di Bard, e si prende la strada che risale la Valle di Champorcher passando per la sede del Parco del Mont Avic, fino al capoluogo. Dopo una curva si prende a destra, sale decisamente, la strada per Dondena. Se si dispone di una macchina adeguata alla strada sterrata con pietre si può salire fino a Dondena. Alla fine della strada un cartello indica il divieto di traffico, lì ci sono spazi per parcheggiare. Siamo nel Parco del Mont Avic.

Itinerario

E’ lo stesso, nella prima parte, per il Mont Delà. Si trovano subito pannelli con le varie indicazioni e la cartina della zona. Si scende in breve tempo al sottostante Torrente Ayasse e si attraversa sopra il ponte, si prosegue lungo la strada sterrata fino al Rifugio Dondena, 2185 m (sono possibili tagli su sentiero).  E’ la storica Strada Reale fatta costruire dai Savoia nonché l’Alta Via della Valle d’Aosta n° 2 e coincide con i tracciati 7B e 7C.

Carta Parco Mont Avic

Rifugio Dondena

Si percorre quindi la comoda strada sterrata per la Finestra di Champorcher con il Mont Delà bene in vista sulla destra.

Mont Delà

Si tralascia la deviazione per il Col Fussy, il Col Moutsaillon e il Col Fénis e si prosegue sulla strada sterrata, concomitante con il sentiero 7B/Alta Via n° 2, si prende poi la deviazione per il Lac Miserin. Che si raggiunge in un punto che è crocevia di ben tre valichi, per Fénis,  Cogne e la Valsoana. Vicino alle sponde, a 2583 metri di altezza, il Santuario Notre Dame de la Neige (Santuario del Miserin) e il Rifugio Miserin a 2582 m in circa 1,15 ore.

Santuario del Miserin

Itinerario dal Lac Miserin

Dal Rifugio Miserin si contorna il lago e ci si indirizza verso sud-ovest su dossi erbosi, tenendo sulla destra il “Truc del Lago”, 2703 m.

Lac Miserin

A sinistra del lago si trova il Mont Rascias.

Si sale avendo alla sx la dorsale scura

Peter in prossimità del lago

Si prosegue per dossi erbosi in direzione del Colle della Rosa, sentiero 7.

Per dossi erbosi

Si vede bene il Bec Costazza o Bec Cotasse.

Dietro di noi il Bec Costazza

Si apre la visuale sul Monte Rosa con a sinistra il Lyskamm occidentale, al centro il Lyskamm orientale e a destra la Punta Dufour.

Apertura sui Lyskamm

La parte finale dell’itinerario da noi seguita non corrisponde a quelle solite. Lasciato il percorso per il Passo della Rosa e salita diretta per la cima sul versante settentrionale, leggermente alla sua sinistra, con scelta del percorso migliore. Per consultare altri itinerari di salita alla Punta dell’Asgelas si veda la descrizione di Antonio Giani sul sito Summitpost.

Salendo verso la Punta dell’Asgelas

Raggiunta la cresta, percorso verso la cima su massi accatastati. 

In cresta

Sulla Punta dell’Asgelas c’è una targa del CAI di Rivarolo.

Targa sulla Punta dell’Asgelas

Roberto sulla Punta dell’Asgelas con la Tersiva alle spalle

Bel giro d’orizzonte sulla vicina Rosa dei Banchi, sul Delà, sulla Punta Tersiva, sulla Grivola, 3969 m, solo per citarne alcune.

Rosa dei Banchi

Vista sulla Grivola dalla Punta dell’Asgelas

Vista sulla Val Soana

Sull’altro versante, sotto c’è la Val Soana. La costiera prosegue alla Cima di Peradzà.

Ritorno

Per la via dell’andata, prestare molta attenzione nella prima parte della discesa.

Materiali: conviene portare i bastoncini. Se c’è neve dura conviene avere con sé i ramponi e la piccozza per sicurezza e a questo punto la salita diventa alpinistica.

About author

Roberto Gardino

Sono un insegnante di Educazione Fisica, appassionato di montagna, sempre alla scoperta di nuove mete. Ho fondato, con amici, la Compagnia della Cima. Sono attento all'educazione dei giovani, andando spesso in montagna con gruppi numerosi.

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