Punta Dante

  • Destinazione: Punta Dante
  • Zona alpina: Alpi Cozie [sez. 4]
  • Gruppo montuoso: Gruppo del Monviso [Alpi Cozie meridionali o Alpi del Monviso]
  • Regione: [IT] Piemonte
  • Valle: Valle Varaita
  • Difficoltà: EE
  • Data: 21/08/2014
  • Traccia GPX: Non disponibile
  • Partenza: spiazzo in corrispondenza del tornante dopo la frazione Castello, riconoscibile da palina segnaletica e fontana sulla destra della strada provinciale
  • Altitudine partenza: 1600
  • Altitudine arrivo: 3166
  • Dislivello: 1566
  • Attacco percorso: palina segnaletica, fontana
  • Esposizione: sud
  • Punti di appoggio: Rifugio Vallanta, Bivacco Bertoglio, Bivacco Boarelli alla Forciolline

Sulla costiera che porta dalla Cima delle Lobbie al Monviso: la Punta Dante, attigua alla Punta Michelis, partendo da frazione Castello in Valle Varaita.

Itinerario

L’itinerario che conduce a Punta Dante (e volendo, con una breve appendice, all’attigua Punta Michelis) parte all’altezza di un evidente spiazzo poco dopo la frazione Castello, sulla destra. All’avvio una fontana e una palina segnaletica fanno da punto di riferimento sicuro.

La palina segnaletica all'attacco del sentiero, tornante dopo la Frazione Castello

La palina segnaletica all’attacco del sentiero, tornante dopo la frazione Castello

Imbocchiamo con un deciso strappo iniziale, in destra orografica, il sentiero U9 che risale per intero il Vallone di Vallanta.

Lungo il sentiero che percorre il Vallone di Vallanta

La meta è raggiungibile risalendo il Vallone delle Giargiatte oppure quello delle Forciolline, entrambi alla nostra destra (sinistra orografica) rispetto alla direzione di cammino. Opteremo qui per il primo. Raggiungiamo dunque (circa un’ora, sentiero U10, segnavia)  una diramazione a destra per il bivacco Bertoglio e il Passo San Chiaffredo, che si prende attraversando il torrente su un ponticello, portandoci  sull’altro versante del vallone e risalendolo  in mezzo allo splendido  bosco di pini cembri dell’Alevé.

Indicazione verso il Bivacco Bertoglio, Vallone delle Giargiatte

Si raggiungono in sequenza due radure al fondo del Vallone delle Giargiatte (Pian Meyer, 2126 m, ore 1,40). Escluderemo di volta in volta le deviazioni per il Lago Bagnour.

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Radura in mezzo al bosco di pini cembri dell’Alevé

Si prosegue in costante salita, raggiungendo l’ampia conca detritica e percorrendola  con sentiero su pietraia ben segnalato, fino al visibile  colletto alla testata del vallone (ore 3). Improvviso il cambio di panorama,  con il vasto pianoro del Lago Bertin (2701 m, ore 3,10).

Il Bivacco Bertoglio, alla nostra sinistra dopo il colletto

Il Bivacco Bertoglio, alla nostra sinistra dopo il colletto

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Lago Bertin

Prima del lago, sulla sinistra, una traccia evidente conduce al vicino Bivacco Bertoglio (2760 m), visibile in alto. Sempre sulla sinistra visibile la massiccia struttura delle Rocce Meano (3060 m).
Il pianoro è caratterizzato dal suggestivo spettacolo degli  innumerevoli ometti di pietre in posizione verticale.  Superato un secondo lago si arriva al Lago Lungo (2743 m) e al Passo di San Chiaffredo (2764 m, ore 3,30).
A questo punto il sentiero porta al Passo Gallarino, in direzione del Rifugio Quintino Sella, nel classico itinerario del Giro di Viso,  oppure a destra, biforcandosi  sulla traccia che sale verso Punta Malta. La nostra direzione è invece a sinistra, in direzione dell’ampia conca detritica terminante con le visibili creste frastagliate che contornano il vallone;  essa va percorsa per ripida china (pietraie)  tenendo conto che Punta Dante non è immediatamente visibile.

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Ometti in posizione verticale, lo spettacolo in direzione del Passo di S. Chiaffredo

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Ultime indicazioni 

Per chi prosegue verso il Rifugio Q. Sella (Giro di Viso classico); per noi invece inizia la salita.

Il percorso non ha punti di riferimenti chiarissimi, se non ometti che indicano zone più sicure di altre ma senza traccia univoca.  Suggeriamo di individuare un visibile canalino sulla sinistra da risalire con facile arrampicata sulle roccette laterali che, una volta superate, permettono di uscire più in alto (Passo Fiorio Ratti, ore 4,40) dove la pendenza si ristabilisce e si affronta l’ultima pietraia che, seguendo gli evidenti segnali gialli tra lastroni e sfasciumi, ci porta all’ormai visibile segnale di vetta (3166 m, ore 5).

Canalino verso il passo Fiorio Ratti

Canalino verso il Passo Fiorio Ratti

Faticosa pietraia da risalire in direzione del Passo Fiorio ratti

Faticosa pietraia da risalire in direzione del Passo Fiorio Ratti

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Uscita dal Passo Fiorio Ratti, ormai la cima è in vista

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Ultimi metri…

Imponente la vista improvvisa sul versante sud del Monviso, e su tutte le principali vette e passaggi di questa parte del Gruppo. Subito alla nostra destra, rivolti verso il Re di Pietra, la Punta Michelis (3154 m, 20 minuti da Punta Dante), che si può raggiungere perdendo un po’ di quota (50 m) sul versante delle Forciolline, e risalendolo contornandolo alla sua sinistra.

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In cima!

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Al cospetto del Re di Pietra (versante sud)

Croce di vetta

Croce di vetta

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Vista sul Dado di Vallanta, Punta Caprera, Lago delle Forciolline (in basso)

Ritorno

Per il ritorno si può optare sulla stessa via di salita, oppure scendere nel Vallone delle Forciolline, sicuramente affascinante (Lago delle Forciolline) ma certamente più faticoso sia per la lunga traccia (da percorrere quasi integralmente su pietraie e rocce caotiche fin quasi allo sbocco del sentiero sul  fondovalle di Vallanta) che per il tratto della Gola delle Forciolline, dove si richiede qualche attenzione, data la stanchezza, anche e soprattutto in caso di bagnato.

Il periodo ideale per questa escursione non difficile ma piuttosto lunga secondo noi è luglio – settembre, per evitare nevai sia sui tratti di ripida risalita che di discesa; saggio utilizzare il casco per evitare cadute di sassi facilmente mobilizzabili.

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Lago delle Forciolline

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Madonnina al Bivacco Boarelli (Forciolline)

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Marmotta

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Stambecco

About author

Fabio Aquilano

Lavoro in un'azienda che si occupa di Tecnologie della Rete. Ho scoperto la montagna a 12 anni, in gita al Col de Maurin, durante un campeggio in Valle Maira, portati dal parroco del paese. Ci sono tornato negli anni dell'università e da allora non ho più smesso. Collaboro alla redazione di questo sito insieme a Roby e gli amici con cui condivido amicizia e salite.

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