Ortles

  • Destinazione: Ortles
  • Zona alpina: Alpi Retiche Meridionali [sez. 28]
  • Regione: [IT] Trentino-Alto Adige
  • Gruppo montuoso: Ortles Cevedale
  • Valle: Venosta (Val)
  • Difficoltà: PD
  • Data: 21/07/2010
  • Traccia GPX: Non disponibile
  • Partenza: Rifugio Prayer
  • Altitudine partenza: 3029
  • Altitudine arrivo: 3905
  • Dislivello: 876
  • Attacco percorso: Appena fuori dal rifugio, sentiero verso sud
  • Esposizione: Nord
  • Punti di appoggio: Rifugio Payer

Ortles (Ortler)

La vetta più alta dell’Alto Adige, 3905 m

 Ortles, visto scendendo dallo Stelvio

L´Ortles è la cima più alta dell’Alto Adige nonché di tutte le alpi ad oriente del Bernina.

La via normale, che sale da nord,  la più facile tecnicamente, non è  da sottovalutare sia in quanto si presenta a tratti esposta sia per il ghiacciaio, con seracchi e crepacci. Nel tratto che precede il Bivacco Lombardi, a 3316 m, il ritiro del ghiacciaio ha lasciato scoperta la roccia per circa una decina di metri, e le difficoltà su questa sono valutate intorno al III. I tratti su roccia precedenti a questo passaggio sono attrezzati con funi metalliche, scalette e catene.  In caso di cattivo tempo o nebbia, la parte alta della via su ghiacciaio, con scarsa pendenza e senza punti di riferimento, può essere difficoltosa. Ascensione da intraprendere con tempo assolutamente sicuro, classificata PD+

 Solda, San Geltrude

Si parte da Solda (Sulden) in Val Venosta, 1906 m, dietro alla chiesa di San Geltrude, prendendo il sentiero n. 4, che risale in direzione nord attraverso un bosco di cirmoli e larici. Poi su ripidi sfasciumi di morene. Si arriva al Rifugio Tabaretta a 2556 m, raggiungibile in circa 2 ore. Dopo il rifugio, il sentiero continua, sempre verso nord, in leggera salita, si attraversa un pendio ghiaioso, poi si sale un tratto ripido in un canalino e si perviene su una sella, la Forcella dell’Orso a 2871 m, sulla cresta della Tabaretta. Si continua verso sud, a destra del crestone che presenta tratti attrezzati fino al Passo della Tabaretta a 2903 m. Da lì il sentiero si innalza sulla cresta fino ad arrivare al Rifugio Payer a 3029 m, dopo circa 3,30/4 ore di cammino da Solda.

La variante più breve è prendere la seggiovia dell’Orso che porta al rifugio K2, a 2330 m per poi seguire il sentiero n. 10, si sale sulla morena e si arriva al sentiero n. 4 che sale da Solda passando dal Rifugio Tabaretta.

 Verso il rifugio Tabaretta

 Salendo verso il rifugio Payer

 Ponte (Foto presa al ritorno)

 Verso il rifugio Payer

 Rifugio con Ortles alle spalle

 Rifugio Julius Payer

Un rifugio da ricordare per la cucina e il servizio, ai tavoli con personale vestito con costumi tipici delle vallate.

 Tramonto dfatto al rifugio

Si parte al mattino presto dal rifugio e si segue il sentiero verso sud, aggirando a destra la Punta Tabaretta, 3218 m fino ad un intaglio roccioso proseguendo dall’altro lato verso l’attacco della cresta rocciosa vera e propria.

 Sopra le nubi al mattino

 Via di salita in cresta

Si scende qualche metro su roccette (II), e si raggiunge poi la cresta principale a sud della Punta Tabaretta. Da lì inizia un tratto della salita con passaggi di arrampicata (facili) sul filo di cresta o subito a destra della cresta stessa.

 Per cresta

 Un mare di nubi

Infine si riprende la cresta con un passaggio esposto (II), sopra il passaggio c’è un fittone che può essere utilizzato per la calata al ritorno. Si raggiunge quindi una elevazione secondaria e poi si scende su sentiero su detriti ad una piccola sella sotto un salto si rocce di circa 50 m, (catena).

Dalla sommità la cresta è più facile (ogni tanto qualche parte attrezzata).

Con passaggi di facile arrampicata, si rimane sul filo di questa o nelle sue prossimità, ci sonno evidenti tracce di passaggio. Qui la via diviene più esposta e dopo alcuni passaggi piuttosto aerei, si scende ad una seconda sella dalla quale si deve prendere una via attrezzata con scale e catene, che risale prima una parete di circa 60 metri, e poi attraversa a destra della cresta, sempre con catene e funi metalliche in aiuto, delle placche esposte che portano fino ad una spalla dalla quale ora si mette piede sul ghiacciaio intorno ai 3200 m.

 Sosta

Si attraversa in piano verso destra sul margine del ghiacciaio vero e proprio per poi risalire il vallone chiamato Eisrinne. Appena le rocce terminano si risale il pendio di neve e ghiaccio sulla sinistra (Pendio dominato dai qualche seracco, meglio percorrerlo in fretta). Si arriva sotto il dosso dove vi è il bivacco Lombardi a 3316 m e si può scegliere di superare il pendio di destra su neve o ghiaccio duro e con pendenza abbastanza rilevante, circa 20 mt a 40° oppure attaccare la paretina rocciosa sulla sinistra (10 m di II/III) e portarsi nei pressi del bivacco dove poi si rimette piede sul ghiacciaio.  Si prosegue per un pendio piuttosto ripido (40/45°) che si risale direttamente. A seconda dell’innevamento si possono presentare problemi per attraversare, su ponti di neve, i crepacci più larghi.

 Via di salita su ghiacciaio

Si supera la zona più tormentata del ghiacciaio e a una quota di circa 3600 m, i pendii sono meno erti, si compie un ampio giro a semicerchio verso sinistra e si arriva alla vetta dell’Ortles.

 Ultima parte dell’ascensione

 Pedro e Roberto sulla cima dell’Ortles

 Vista dall’Ortles

 Nord del Gran Zebrù

 Cevedale

 Con alle spalle la croce dell’Ortles

 Sguardo verso l’Adamello

 Via di salita presa da Vie normali

 L’Ortles

Discesa: si ripercorre il percorso di salita.

 Strada che sale allo Stelvio

Stelvio il nome del bellissimo SUV Alfa Romeo!

About author

Roberto Gardino

Sono un insegnante di Educazione Fisica, appassionato di montagna, sempre alla scoperta di nuove mete. Ho fondato, con amici, la Compagnia della Cima. Sono attento all'educazione dei giovani, andando spesso in montagna con gruppi numerosi.

Stupore

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