Monte Ricordone

  • Destinazione: Monte Ricordone
  • Zona alpina: Alpi Cozie [sez. 4]
  • Regione: [IT] Piemonte
  • Gruppo montuoso: Monviso
  • Valle: Varaita (Valle)
  • Difficoltà: WT1
  • Data: 04/04/2013
  • Traccia GPX: Non disponibile
  • Partenza: Gilba, borgata Ricchetta
  • Altitudine partenza: 1250
  • Altitudine arrivo: 1764
  • Dislivello: 514
  • Attacco percorso: borgata Ricchetta, parte bassa del villaggio alla nostra sinistra salendo
  • Esposizione: sud
  • Punti di appoggio: Bar del Peso, Brossasco

Spesso cime ignorate durante le ambiziose escursioni estive diventano appaganti mete di brevi ma grandiose sgambate invernali, e il Monte Ricordone è certamente una di queste. Ci premia con un panorama spettacolare a solo un’ora e mezza di cammino dalla nostra auto. La cima è un dolce panettone raggiungibile da più punti (Rore, Sampeyre, Becetto).

Accesso

Noi abbiamo scelto di partire dal Vallone di Gilba, fitto di antiche tracce di insediamenti montani, pievi arroccate, e pitture murali che risalgono al ‘500. Si lascia l’auto presso la borgata Ricchetta, quasi alla testata del Vallone, raggiungibile tramite stretta carrozzabile che rimonta alla nostra sinistra (destra orografica) al bivio all’altezza di Gilba San Sisto.

Itinerario

Il sentiero parte nella parte bassa dell’abitato, in direzione ovest, e rimonta i boschi con modesta risalita fino a raggiungere il Colle Malaura.

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Pieve della borgata Ricchetta

Da qui si vede già bene la cima del Monte Ricordone,

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Salendo dal Colle di Malaura verso il Monte Ricordone

che si raggiunge su comodo sentiero fino alla sommità (palina con stazione meteo ARPA). Poco più in basso un’alta croce metallica ricorda il distacco della valanga che nel 1885 distrusse tre frazioni di Frassino.

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Palina con Stazione Meteo ARPA

Lungo il tragitto poche indicazioni, ma il percorso resta intuitivo.

Panorama grandioso a 360°. Oltre i crinali che terminano nel Saluzzese, la sconfinata pianura piemontese, e in lontananza, ben visibili, Rocciamelone, Gran Paradiso e Monte Rosa. Ma è di fronte a noi che si stagliano, da sud a nord,  il Chersogno, Rocca la Marchisa, Pelvo d’Elva, Cima delle Lobbie e ovviamente il Re, il Monviso.

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Il Monviso all’orizzonte

Una bella croce ricorda la valanga del 18 gennaio 1885.

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La Croce in ricordo della valanga

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In ricordo della valanga del 1885

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Poco sotto la cima, la Croce 

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Gruppo Pelvo – La Marchisa

Ritorno

Per la via dell’andata.

Materiali: normale dotazione.

About author

Fabio Aquilano

Lavoro in un'azienda che si occupa di Tecnologie della Rete. Ho scoperto la montagna a 12 anni, in gita al Col de Maurin, durante un campeggio in Valle Maira, portati dal parroco del paese. Ci sono tornato negli anni dell'università e da allora non ho più smesso. Collaboro alla redazione di questo sito insieme a Roby e gli amici con cui condivido amicizia e salite.

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