Mont Pourri

  • Destinazione: Mont Pourri
  • Zona alpina: Alpi Graie [sez. 7]
  • Gruppo montuoso: Gruppo del Monte Pourri [Alpi della Vanoise e del Grand Arc]
  • Regione: [FR] Savoie
  • Valle: Vallée de la Tarentaise
  • Difficoltà: PD+
  • Data: 07/07/2020
  • Traccia GPX: Non disponibile
  • Partenza: Refuge du Mont Pourri
  • Altitudine partenza: 2374
  • Altitudine arrivo: 3779
  • Dislivello: 1405
  • Attacco percorso: dal rifugio
  • Esposizione: nord-ovest
  • Punti di appoggio: Refuge du Mont Pourri

Una montagna che si impone e che affascina, la seconda cima più alta della Vanoise: il Mont Pourri, 3779 m, salito dal Refuge du Mont Pourri per il Glacier du Geay. La prima salita della guida Michel Croz risale al 4 ottobre del 1861.  Ingaggiato da William Mathews, primo salitore tra l’altro della Grande Casse e del Monviso, per l’ascensione a questa vetta, solo Croz la raggiunse poiché Mathews si fermò prima. Il toponimo “pourri” significa fradicio, marcio e non rende la bellezza di questa montagna.

Mont Pourri visto scendendo da La Rosière

Accesso

Per l’accesso e l’itinerario al rifugio, base per la partenza, vedi su questo sito Refuge du Mont Pourri.

Itinerario

Dal Refuge du Mont Pourri, 2374 m, partendo poco dopo le 4, si segue il sentiero verso l’antico Rifugio Regard, 2460 m, che si raggiunge in circa 25 minuti su un percorso prevalentemente pianeggiante.

Luna al mattino

Subito dopo l’antico rifugio si risale la ripida morena posta alle spalle, che dopo un bel tratto diventa meno erta.

Morena

Si giunge fino al termine in ore 1,30 circa, dove si mettono i ramponi e ci si incorda.

Verso il termine della morena

Dalla morena si vede bene il ghiacciaio e la cima del Mont Pourri (a destra nella foto).

Ghiacciaio da percorrere

Quindi si mette piede sul Glacier du Geay a quota 2850 m.

Sul Glacier du Geay

Si scende leggermente e,  senza stare troppo vicino, si costeggiano le pendici della Aiguille du Saint-Esprit, 3414 m. Dopo circa un centinaio di metri percorsi sulla destra orografica si traversa leggermente in diagonale verso la sinistra orografica, continuando a salire.

Spostandosi verso destra

Il ghiacciaio che si percorre è lungo e poco crepacciato. Si cerca sempre la traccia migliore tenendosi normalmente al centro del ghiacciaio. Noi abbiamo trovato una traccia ben segnata. Dopo un bel tratto di percorso si vede il Col des Roches, da dove arriva un’altra via di salita proveniente da Les Arcs.

Col des Roches

Si arriva quindi sul plateau superiore a quota 3400 circa e ci si raccorda con la traccia che arriva dal Col des Roches.

Crepaccio

Si devia a destra salendo verso il ripido versante che porta alla cresta sommitale e lo si percorre nella zona centrale, a seconda delle condizioni del crepaccio mediano. Occorre prestare particolare attenzione in questo punto per la decisa pendenza del ghiacciaio.

Parte più impegnativa

Dopo che si è superata questa parte, si percorre una salita meno erta e sulla nostra sinistra ci appare nella sua imponenza il Monte Bianco.

L’orizzonte si allarga

Quindi si raggiunge la spalla finale che risulta larga e meno impegnativa. Si continua a salire verso la cresta finale.

Fa capolino il sole in prossimità della cima

La cresta finale si presenta con neve e roccette.

Cresta finale al Mont Pourri

Quindi si arriva alla nevosa cima, in 5 ore circa.

In cima

Arrivo della guida Bruno, incontrata sulla cima

Angelo e Roberto sul Mont Pourri

Panorama spettacolare a 360°. Splendida veduta sul Monte Bianco e tutta la catena con il Dente del Gigante.

Tutto il massiccio del Monte Bianco

In lontananza il Grand Combin, il Cervino e il Monte Rosa.

Dal Grand Combin al Rosa

La Ciamarella, la Piccola Ciamarella, l’Albaron di Savoia.

Dalla Ciamarella all’Albaron di Savoia

La Pointe de Charbonnel (a sinistra nella foto).

La Pointe de Charbonnel

La giornata spettacolare permetteva di vedere in lontananza il Monviso.

Il Monviso in lontananza

In primo piano il Dôme de Chasseforêt e in lontananza gli Écrins con la Barre des Écrins, il Dôme de Neige des Écrins, la Grande Ruine.

Ritorno

Per la via dell’andata, attenzione alla parte bassa se la neve diventa molle.

Scendendo dalla cima

Traverso con il Monte Bianco sullo sfondo

Angelo sistema la corda, Mont Pourri alle spalle

Morena, sullo sfondo a sinistra la Grande Casse

Si scende verso il Refuge Regard, ora museo.

Verso l’ancien Refuge Regard

Si arriva al Refuge du Mont Pourri e da lì si scende fino a valle.

Materiali: corda, piccozza, ramponi, chiodi da ghiaccio, meglio avere il casco.

About author

Roberto Gardino

Sono un insegnante di Educazione Fisica, appassionato di montagna, sempre alla scoperta di nuove mete. Ho fondato, con amici, la Compagnia della Cima. Sono attento all'educazione dei giovani, andando spesso in montagna con gruppi numerosi.

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