L’abbraccio: è valsa la pena di compiere il viaggio

Dal bel libro di Mikel Azurmendi, sociologo spagnolo: L’abbraccio (Verso una cultura dell’incontro) edizioni BUR, in cui spiega perché è valsa la pena di compiere il viaggio.

Mikel Azurmendi

L’autore, antropologo e filosofo, è mancato quest’anno all’età di 78 anni. Bernhard Scholz ha detto di lui:  “testimone eccezionale di un’intelligenza straordinaria e di una grande semplicità di cuore che gli permettevano di cogliere il vero e il bello con un’immediatezza che ci lasciava sempre pieni di stupore e di gratitudine”.

È valsa la pena compiere il viaggio

“… Il treno – o il brigantino quando il treno non c’era -, immagine del cammino, dell’oltrepassare i limiti di terre e mari, gli orizzonti di pianure e montagne, confini di sole e di neve, fino a ritrovarti con la tua ragazza, come canta Elvis. Per congiungere la frontiera di lei con la propria è valsa la pena di compiere il viaggio.

L’abbraccio: è valsa la pena di compiere il viaggio

O ne è valsa la pena per il tuo incontro con altre persone, mentre vi stringevate in un abbraccio senza le vostre antiche frontiere. Il cammino è sempre un andare incontro a qualcosa o a qualcuno, altrimenti non ne capisci la meta e non ha nessun senso mettersi in cammino, perché non arriveresti mai in nessun posto”.

È valsa la pena di compiere il viaggio

Di Mikel Azurmendi consigliamo di vedere il video dell’intervista che gli ha fatto Fernando de Haro: L’abbraccio. Verso una cultura dell’incontro per il Meeting di Rimini del 2020.

Sul sito di Comunione e Liberazione don Julián Carrón ha fatto pubblicare l’ultima lettera inviata da Azurmendi a Javier Prades in cui parla del suo viaggio.

Sto maturando da tempo la mia adesione a Comunione e Liberazione e credo sia giunto il momento di farvene richiesta. Da quando ho finito di scrivere L’abbraccio – si legge nel testo –, sto facendo un cammino in cui confido sempre di più nel fatto che la mia rinascita come cristiano sia definitiva, perché si basa sulla mia assoluta accettazione e dedizione a Gesù. Ho preso coscienza di essere molto amato da Dio, per non dire troppo amato, visto l’eccesso di perdono che ho ricevuto. E di questo posso solo esserGliene grato con una maggiore dedizione personale”.

… È passato il tempo di «essere come voi», ora mi propongo di «essere con voi». Devo andare oltre l’essere un vostro compagno di cammino per diventare compagno del vostro cammino.
Spero che, con questa consegna del mio orgoglio, una certa povertà di cuore mi incammini di più verso la speranza e a realizzarla nel mio Destino già così prossimo. Ecco, rimango a vostra disposizione con un grato abbraccio”.

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Roberto Gardino

Sono un insegnante di Educazione Fisica, appassionato di montagna, sempre alla scoperta di nuove mete. Ho fondato, con amici, la Compagnia della Cima. Sono attento all'educazione dei giovani, andando spesso in montagna con gruppi numerosi.

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