Il Bastione

  • Destinazione: Il Bastione
  • Zona alpina: Alpi Marittime [sez. 2]
  • Regione: [IT] Piemonte
  • Gruppo montuoso: Argentera
  • Valle: Gesso (Valle)
  • Difficoltà: PD
  • Data: 03/07/2017
  • Traccia GPX: Non disponibile
  • Partenza: Vallone della Valletta, Piano della Casa del Re
  • Altitudine partenza: 1743
  • Altitudine arrivo: 3047
  • Dislivello: 1304
  • Attacco percorso: Sulla sinistra della strada che percorre la valle Gesso della Valletta, quasi al termine, vicino al cartello indicatore
  • Esposizione: varie
  • Punti di appoggio: Rifugio Remondino

Una bella cima in Valle Gesso della Valletta, nelle Alpi Marittime, dal Rifugio Remondino per la cresta sud dal Passo Bròcan.

Accesso

Dalle Terme di Valdieri si sale in auto sulla strada asfaltata e poi sterrata fino al Piano della Casa del Re.

Piano della Casa

Itinerario

Giunti al Piano della Casa, sul fianco destro idrografico della conca, si seguono le indicazioni per il Rifugio Remondino, sul percorso dell’Alta Via dei Re, nel Vallone di Assedras.

Salendo con Rifugio in vista

Si percorre il sentiero ben segnato con il Rifugio Remondino in bella evidenza sotto il Nasta. 

Rifugio Remondino, 2430 m

Il tempo di percorrenza è di ore 1,45. Il Rifugio è bello ed è accogliente la gestione. Esso è del CAI di Cuneo, ed è intitolato a Franco Remondino, sottotenente degli Alpini e giovane promessa dell’alpinismo cuneese, morto nel 1931, a ventuno anni, scalando con il compagno, tenente Erasmo Vivarelli, la parete sud-est della Rocca Gialeo. In sua memoria fu costruito un bivacco a forma di semibotte con 12 posti, inaugurato il 30 settembre 1934. Negli anni sessanta fu decisa la costruzione di un vero e proprio rifugio in muratura. Importanti lavori di ristrutturazione sono stati ultimati nel 2000.

Interno sala da pranzo

Il Bastione, tra le cime della cresta meridionale dell’Argentera, è il meno visitato e il più impegnativo da salire. La via normale segue la cresta sud dal Passo Bròcan e riserva alcuni tratti di arrampicata, con un passo di III. 

La via di salita passa al centro

Cima di Nasta al tramonto

Dal rifugio si segue l’evidente traccia (segnavia n 11), ben indicata con ometti, segni e indicazioni dell’Alta Via dei Re, essa è la traversata in sette tappe del Parco naturale Alpi Marittime. In luoghi in qualche modo legati ai Savoia, che frequentarono la Valle Gesso per quasi un secolo. La loro presenza sul territorio è testimoniata da un grande patrimonio di residenze, case di caccia ed in particolare dalla fitta rete di strade, mulattiere e sentieri su cui corre l’Alta Via.

La prima parte del percorso è la stessa che va al Lago di Nasta tra roccioni ed erba. Si supera la prima bastionata di rocce lisciate ed una successiva conca detritica, con neve ad inizio stagione, e si attacca una seconda bastionata rocciosa, formata da una nervatura di rocce levigate fra due stretti canali detritici.

Il Bastione

Si monta sulla nervatura seguendo sempre i segni giallo-rossi e le indicazioni dell’Alta Via dei Re. Si percorre fino a un bivio segnalato con frecce in vernice, quelle di sinistra portano in breve al vicino Lago di Nasta, seguire a destra per il Passo Bròcan.

Indicazioni su roccia

Il Bastione sullo sfondo

Si prosegue nel percorso con Il Bastione in bella vista e con indicazioni chiare.

Cartello

Si taglia poi, in lunga diagonale in quota, la china di pietre che fascia la base del versante ovest del Bastione.

Contornando la parete ovest del Bastione

Si giunge in corrispondenza del valloncello facente capo al Passo Bròcan, è facile trovare neve soprattutto a inizio stagione estiva.  Si tralascia la traccia diretta ai colli Mercantour e Ghilià e, seguendo le indicazioni, si sale con decisione verso sinistra. Risalito un corto canalino detritico diagonale a destra, si taglia per un sistema di comode cenge una placconata rocciosa e, per l’ultimo pendio detritico, si raggiunge il Passo Bròcan.

Passo Bròcan in vista

Il Passo è tra la cresta meridionale del Bastione e quella settentrionale della Cima di Bròcan, a 2892 m.

Passo Bròcan

Si può anche poche decine di metri prima del passo piegare a sinistra e risalire una rampa di sfasciumi sotto la cresta fino a raggiungere il filo di cresta.

Si sale sulla sinistra della cresta, affioramento di granito, fino alla base di un evidente salto a 2950 m. Questo si supera sul filo, ripido ma sicuro, 30 m, passaggi di I e II grado.

Il Bastione (cima) sullo sfondo

Si evita sulla sinistra, lato ovest, un tratto delicato lungo una esposta cengia esposta, 5 m, II-, si ritorna poi sul filo di cresta, 10 m,  e si sale sulla sommità di un gendarme. Si scende, sempre tenendo il filo, sulla stretta forcellina seguente, 5 m, II-.

Si supera in arrampicata il salto soprastante, 10 m, II che  in uscita presenta il passo chiave dell’itinerario, un lastrone fessurato quasi verticale, 3 m, III. Sul posto c’è una corda (dato dell’anno 2017).

Passo chiave

Sul terrazzo soprastante  c’è un chiodo con fettuccia per la calata in corda doppia.

Si continua ora lungo la cresta sud, con poco dislivello, seguendo prima il filo poi le poco evidenti cenge poste sul versante ovest.

Proseguendo sulla cresta di conserva

Si raggiunge il castello sommitale, molto esposto sul lato est, e si sale l’ultimo tratto, 50 m, II- tenendosi sul lato occidentale.

Castello sommitale

Si arriva infine alla vetta in ore 1,15-1,30.

Il Bastione

Angelo in vetta

Il Bastione

Croce della vetta

Roberto con il Baus sullo sfondo

Lago Chiotas (a sinistra) e Lago Bròcan

Cima di Nasta in primo piano

Lago di Nasta ancora ghiacciato

 

Ritorno

Si percorre al ritorno la via dell’andata.

Via di cresta percorsa

Scendendo 

Calata in corda doppia

Vista sul rifugio 

Si giunge al Rifugio Remondino e da lì fino al Piano della Casa del Re.

Materiali: corda almeno da 30 metri, casco, normale dotazione di fettucce e cordini.

Libro: In cima nelle Alpi marittime, volume II, Michelangelo Bruno e Jean-Charles Campana, Edizioni BLU

 

 

About author

Roberto Gardino

Sono un insegnante di Educazione Fisica, appassionato di montagna, sempre alla scoperta di nuove mete. Ho fondato, con amici, la Compagnia della Cima. Sono attento all'educazione dei giovani, andando spesso in montagna con gruppi numerosi.

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