Ferrata alla Sacra di San Michele

  • Destinazione: Sacra di san Michele
  • Zona alpina: Alpi Cozie [sez. 4]
  • Gruppo montuoso: Gruppo dell'Orsiera [Alpi Cozie centrali o Alpi del Monginevro]
  • Regione: [IT] Piemonte
  • Valle: Valle di Susa
  • Difficoltà: PD
  • Data: 05/05/2021
  • Traccia GPX: Non disponibile
  • Partenza: Sant'Ambrogio, località Bell'Alda
  • Altitudine partenza: 350
  • Altitudine arrivo: 962
  • Dislivello: 612
  • Attacco percorso: dalla strada vicino al parcheggioo
  • Esposizione: nord
  • Punti di appoggio:

Sul versante nord del Monte Pirchiriano, 962 m, in Valle di Susa si snoda la Via Ferrata Carlo Giorda alla Sacra di San Michele. L’Abbazia, che è sulla cima, è monumento simbolo del Piemonte. Una bellissima salita sulle ripide pareti di serpentino dominando la valle.

Vista sulla Valle di Susa

La via non presenta particolari difficoltà tecniche o tratti verticali molto lunghi, ma la lunghezza dell’itinerario consiglia attenzione e tempo bello: le rocce lisce, se bagnate per la pioggia, possono creare problemi.

Accesso

Si risale la Valle di Susa sull’A32 del Frejus e si esce ad Avigliana Ovest, prima della barriera; da lì si prende la SS 25. Dopo il paese di Sant’Ambrogio si continua fino in località Croce della Bell’Alda, lì c’è un parcheggio. All’uscita del parcheggio è presente un grande pannello indicatore.

Pannello con le indicazioni

Itinerario

La via attacca appena oltre una strada posta dall’altro lato del parcheggio,  dopo un breve tratto si trova la fune metallica di sicurezza. Si segue per la prima parte lo sperone posto a fianco della cava in disuso. La roccia è liscia.

Dopo la prima parte della ferrata si  percorrono dei facili traversi verso destra.

Traversi

Poi la salita prosegue su uno spigolo attrezzato con delle staffe.

Staffe metalliche

Si continua su placche più o meno verticali.

Salita in “verticale”

Traverso più facile

In diversi punti si può ammirare la meta: la Sacra di San Michele.

Si vede la Sacra di San Michele

In seguito si arriva in una zona boschiva con le indicazione per la prima possibile via di fuga.

Indicazioni per via d’uscita

Quindi ci si dirige verso destra a Pian Cestlet,

Pian Cestlet

un bel ripiano su cui si trova l’antica chiave di confine tra i comuni di Sant’Ambrogio e Chiusa San Michele scolpita nella roccia. Dopo si affronta il lungo ponte tibetano, addirittura 80 metri, con begli appoggi. Esso sale decisamente nella parte prossima alla parete.

Ponte tibetano

Il breve tratto in uscita è verticale, attrezzato con staffe, e richiede un lavoro di forza per le braccia. Poi ci si sposta verso ovest su una cengia per attaccare l’evidente sperone che scende dalla cima del Monte Pirchiriano.

All’attacco delle rocce lisce

La salita si svolge su paretine e facili diedri con un passaggio in una caratteristica strettoia.

Caratteristica strettoia

Si percorre ancora un tratto, anche una scala di staffe e si raggiunge una cengia: “U Saut du Cin”

Seconda via di fuga

da dove si può raggiungere a sinistra la borgata San Pietro; nell’antichità la cengia collegava la frazione con l’abitato di Chiusa San Michele.

Prossimi alla Sacra

Dalla sommità della via ferrata, che termina praticamente sotto l’alto muro dell’Abbazia, si prosegue a destra, per un sentiero poco comodo, che con alcuni saliscendi raggiunge la strada asfaltata non lontano dall’ingresso della struttura della  Sacra di San Michele.

Ritorno

(Si consiglia vivamente la visita alla Sacra). Dalla stradina asfaltata imboccare l’antica mulattiera, è presente un cartello indicatore,

Inizio percorso antica mulattiera

che passando per la borgata San Pietro va a Sant’Ambrogio. Questa è una mulattiera molto frequentata e prevalentemente in ombra.

Sant’Ambrogio, parrocchiale

Raggiunto Sant’Ambrogio si continua verso l’alta valle raggiungendo il parcheggio di partenza.

Materiali: normale dotazione da ferrata.

About author

Roberto Gardino

Sono un insegnante di Educazione Fisica, appassionato di montagna, sempre alla scoperta di nuove mete. Ho fondato, con amici, la Compagnia della Cima. Sono attento all'educazione dei giovani, andando spesso in montagna con gruppi numerosi.

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