Cima di Pienasea

La salita alla Cima di Pienasea, da Chianale, è uno spettacolare susseguirsi di paesaggi alpini sul confine italo-francese. Verdi pendii, laghi multicolori, guglie rocciose, colli selvaggi e lingue innevate. Nel mese di luglio la natura qui prorompe in tutto il suo splendore, e vi contornerà lungo un  percorso non breve ma assolutamente appagante.

Accesso

Si risale la Valle Varaita sino alla frazione di Chianale, lungo la SP che porta al Colle dell’Agnello.

Superata Chianale, svoltare sulla sinistra per breve stradina asfaltata che porta, con moderate svolte, al parcheggio sterrato di Pian Vasserot (1938 m).

Itinerario

Si segue il sentiero U21, sempre in direzione del Col Longet. Il sentiero percorre un breve tratto di bosco, per uscire, intorno a quota 2100, su un ampio declivio sotto la bastionata della Tour Real, parallelepipedo roccioso sede di belle vie di arrampicata. Con varie svolte si arriva fino a un primo colletto (1,15 ore) dove inizia la zona dei laghi, primo dei quali il Lac Bleu, incastonato tra i contrafforti del Col di Longet e del pendio che porta al Col della Biancetta.  Si staglia – di fronte a noi – la guglia della Tête des Toillies (Roc della Niera).

Palina segnaletica all’arrivo presso il Lac Bleu

 Il Lac Bleu e il Roc della Niera

Costeggiare il lago sulla nostra destra, e attraversare a filo d’acqua il tratto finale, per dirigersi sull’altro lato e rimontare in direzione del Col Longet.

Indicazioni per il Col Longet

Indicazioni per il Col Longet

Ai vari bivi seguire sempre in direzione del Col Longet, evitando le varie deviazioni al Col della Biancetta e al Lago Nero (Lac Noir).

Arrivo al Col Longet, il Lago Bes e i Monti Salza e Mongioia sullo sfondo

Si arriva dunque al Col Longet (2 ore), evitando (momentaneamente) la deviazione per il Colle del Lupo (Col du Loup), giusto il tempo di godersi il panorama al colle, di provare l’emozione del confine, e di ammirare le acque dei Laghi Bes. Il paesaggio è molto caratteristico ed è costellato da numerosissime lose verticali a indicare il luogo di sosta. Sulla nostra sinistra è visibile il Vallone del Lupo, che a breve percorreremo per intero sino al Colle. In fondo al Vallone, sulla nostra destra, già si intravedono le cime del Monte Salza e del Mongioia.

In realtà ora, dal Col Longet, bisogna tornare indietro di qualche metro, al cartello indicante il Colle del Lupo, e inoltrarci sul sentiero che – dopo qualche saliscendi – ci introduce nel vallone. 

Superato il recente Bivacco Oliverio, inaugurato nel 2018, il sentiero ci porta nel vallone, ove numerose tracce bianco rosse, non sempre visibili ma comunque presenti, ci fanno da segnavia prevalentemente in sponda sinistra (per chi sale).

La salita è lunga e graduale, e l’erba di fondovalle lascia spazio a pietraie e agli ultimi nevai stagionali. Ormai in prossimità del colle, si risale – con un po’ di pendenza – la pietraia in direzione della casermetta alla nostra destra, alla base della Cima del Lupo (3,45 ore).

Ogni colle – come quello di Leopardi – esclude il guardo da un ultimo orizzonte. Forse per questo è così esaltante arrivarvi e, al di là di esso, ammirare un nuovo mondo. Ecco il colle di Fiutrusa, il Pelvo, il Chersogno, e – più in là – le Alpi Marittime, l’Oronaye, l’Argentera.

La Cima di Pienasea è alla nostra sinistra e la si raggiunge, con un po’ di cautela, tra massi e tracce su terreno sdrucciolevole, tenendosi al di qua del colle, senza scollinare mai, cioè, sul versante opposto.

Ancora un ultimo strappo ed eccoci alla semplice Croce di Cima (4 ore).

La Cima di Pienasea dal Colle del Lupo

Casermetta al Colle del Lupo

Casermetta al Colle del Lupo

Seduti su un comodo lastrone, le Alpi ci fanno da orizzonte. Il panorama è grandioso, e si apre su tutti i 3000 della zona. Il Monviso è di fronte, a ovest, e si mostra col Dado, la Caprera e il Vallone di Soustra. A est, in lontananza, gli Ecrins, l’Ailefroide, la Vanoise.

Ritorno

Avviene per lo stesso tracciato, noi lo abbiamo percorso in 2,45 ore.

About author

Fabio Aquilano

Lavoro in un'azienda che si occupa di Tecnologie della Rete. Ho scoperto la montagna a 12 anni, in gita al Col de Maurin, durante un campeggio in Valle Maira, portati dal parroco del paese. Ci sono tornato negli anni dell'università e da allora non ho più smesso. Collaboro alla redazione di questo sito insieme a Roby e gli amici con cui condivido amicizia e salite.

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