Becca di Vlou, via normale per la cresta ovest

  • Destinazione: Becca di Vlou
  • Zona alpina: Alpi Pennine [sez. 9]
  • Gruppo montuoso: Costiera Testa Grigia-Frudiera [Alpi del Monte Rosa]
  • Regione: [IT] Valle d'Aosta
  • Valle: Valle del Lys (Valle di Gressoney)
  • Difficoltà: F+
  • Data: 14/08/2021
  • Traccia GPX: Scarica
  • Partenza: San Grato
  • Altitudine partenza: 1662
  • Altitudine arrivo: 3032
  • Dislivello: 1370
  • Attacco percorso: da San Grato, palina segnaletica
  • Esposizione: ovest in cresta
  • Punti di appoggio:

Una delle Dame di Challand, con la vicina Becca Torché, la Becca di Vlou, 3032 m, (Vluhuare) salita dal Vallone di Scheity, da San Grato con percorso finale alpinistico per la via normale, cresta ovest.

Becca di Vlou

Accesso

Dall’autostrada Torino-Aosta si prende l’uscita di Pont-Saint-Martin, e dall’abitato si imbocca la Valle del Lys che si risale fino a Issime (14 km). Giunti quasi al termine dell’abitato si svolta a sinistra per il Vallone di San Grato. Si risale la strada asfaltata, tortuosa, sino al divieto di accesso a quota 1433 m; se si ha l’autorizzazione si prosegue su strada sterrata fino al parcheggio posto poco prima delle case vicine alla chiesetta di San Grato.

Itinerario

Dall’abitato si segue il sentiero che risale il vallone verso ovest, interessante e articolato tronco vallivo che termina al Colle Dondeuil. Il sentiero 1C non presenta particolari dislivelli. Nel percorso si passa vicino a bellissimi rascard, utilizzati in particolare per la conservazione dei cereali.  Essi hanno la parte inferiore in pietra e quella superiore in legno: questa si appoggiava sulla prima con una forma a “fungo” mediante dei sostegni di legno e pietra per evitare sia la formazione di umidità sia la salita dei roditori.

Rascard

In basso corre il torrente Walbona (Walkhunbach). Si prosegue superando due ponti e passando vicino a un alpeggio posto tra enormi massi, fino all’Alpe Munes, 2008 m, raggiunta in circa 1,15-1,20 ore.

Munes

A sinistra dell’alpeggio c’è la Cappella della Madonna delle Nevi, e a sinistra di questa un ometto cementato con le indicazioni relative ai diversi sentieri.

Indicazioni

Ci si dirige a destra verso un secondo alpeggio posto tra grandi blocchi rocciosi traversando il falsopiano acquitrinoso, direzionandosi a vista o con vaghe tracce. (Si passa vicino all’alpeggio, noi abbiamo trovato 5 cani, abbastanza aggressivi!).

Verso l’alpeggio su terreno acquitrinoso

Dopo l’alpeggio si sale con decisione su sentiero a destra, per un tratto non molto segnato. Prima si  attraversa una pietraia,  poi si sale in un piccolo canale di erba e di arbusti che talvolta invadono il sentiero. (Sono presenti bollini gialli e ometti nel percorso).

Nel canale

Dopo si esce dal canale e ci si dirige progressivamente a sinistra per raggiungere poi l’Alpe di Vlou Superiore, Obru Vlou, posta a 2363 m.

Obru Vlu, 2363 m

Si continua passando a valle dell’alpeggio o in mezzo alle baite. Si prosegue su sentiero segnalato e dopo poco si raggiunge un piccolo corso d’acqua sorgiva, da lì in poi non si trova più acqua. La salita continua abbastanza decisa su un terreno prevalentemente erboso.
Più avanti, in prossimità di un grosso ometto, si lascia il sentiero che sale alla Becca Torché, tra prati magri di erba olina, sfasciumi e detriti, in direzione della depressione tra la Becca Torché e la Becca di Vlou.

Salendo alla Becca di Vlou su pietraia

Tra magri prati e sfasciumi

Dopo un lungo percorso, sempre seguendo gli ometti, si arriva  tagliare sotto cresta verso destra

Cresta tra la Becca Torché e Vlou

(conviene stare alti, noi all’andata abbiamo tagliato più in basso mentre al ritorno siamo stati vicini alla stessa ed in un tratto si passa sull’altro versante) per raggiungere la base di ampie placconate chiare a destra, questa è l’inizio del tratto conclusivo.

Verso la base delle placconate

Ci si prepara con imbrago e corda e si affrontano le placconate, rampa non difficile per raggiungere la dorsale in cresta. Da questo punto si segue il filo della stessa, esposta a settentrione, che diventa affilata e poi più larga.

Tratto percorso

Si attacca in arrampicata un filo, II grado; in uscita su un ripiano si trova un cordone su uno spuntone. Poi ci si sposta sul versante settentrionale, esposto, per ritornare in cresta seguendo un “canaletto”.

Ritornando in cresta

Dopo ci si si sposta sul versante meridionale su un’esposta piccola placca dove è presente un chiodo, utile per fare un’assicurazione; si sale in diagonale con appoggi per i piedi su un’esile cengia, prestare attenzione (II + o III) e dopo si ritorna in cresta e la si segue stando prevalentemente sul versante meridionale

Becca di Vlou via normale cresta ovest

con passaggi di I grado fino alla vetta.

Angelo sulla Becca di Vlou

In cima

Panorama amplissimo con le cime del rosa in evidenza, tra cui Polluce, Lyskamm Occidentale, Piramide Vincent, Punta Giordani.

Sulla Becca di Vlou con il Gruppo del Rosa in evidenza

Le montagne della Valle di Gressoney con il Corno Bianco.

Corno Bianco

La Gran Becca: il Cervino.

Il Cervino

Il Monte Bianco in lontananza.

Monte Bianco

E vicino la Becca Torché con la parete nord, in ombra, che dà sulla Valle d’Ayas e lontano il Gran Paradiso e La Grivola.

Becca Torché

Ritorno

Per la via dell’andata.

Inizio tratto esposto, poi c’è il chiodo

Al fondo del canalino

Si può attrezzare la corda doppia su fittone presente in loco.

Corda doppia su fittone

Occorre tenere presente che la discesa è lunga e faticosa per la pietraia e i tratti erbosi.

Materiali: dotazione alpinistica con imbrago, corda (noi avevamo due corde da 20), fettucce, rinvii, casco.


Total distance: 11920 m
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About author

Roberto Gardino

Sono un insegnante di Educazione Fisica, appassionato di montagna, sempre alla scoperta di nuove mete. Ho fondato, con amici, la Compagnia della Cima. Sono attento all'educazione dei giovani, andando spesso in montagna con gruppi numerosi.

La cima

Una bella citazione di don Luigi Giussani sulla cima che è la dove , con una punta, la montagna tocca il cielo.